Mentre negli Stati Uniti baseball, football, hockey e motori sospesero le attività, in Europa la Uefa minacciò la sconfitta a tavolino per chi non fosse sceso in campo. All’Olimpico Roma-Real Madrid si giocò poche ore dopo gli attentati: tra paura, dubbi e pressioni prevalse l’idea che lo show dovesse continuare
Venticinque anni fa, negli Stati Uniti, lo sport si fermò per una settimana intera: baseball, football, hockey, motori, competizioni universitarie, tutto. In Europa non si fermò niente, nonostante molti dei protagonisti – atleti, allenatori, dirigenti – lamentassero l'impossibilità di concentrarsi sul proprio lavoro mentre l'Occidente faceva i conti con una paura inedita, un profondo stato ansioso collettivo che avrebbe segnato un'intera epoca. Sei ore dopo che il primo aereo aveva colpito la To