A Houston il pallone è solo il punto di partenza: tutoraggio, studio, borse di studio e orientamento universitario gratuito aiutano i giovani a immaginare un futuro diverso. Una comunità nata dalla responsabilità di prendersi cura di chi è fuggito da guerre e persecuzioni. Ma mentre il Mondiale 2026 arriva in città, gli stadi restano un sogno irraggiungibile
HOUSTON – L’appuntamento è alle 19:15 al campo da calcio del centro culturale turco a sud di Houston, in Texas. L’umidità rende l’aria pesante e appiccicosa, ma piano piano inizia ad arrivare un gruppo di ragazzi, non curanti della temperatura. Dagli zainetti tirano fuori gli scarpini, indossano tutti la stessa maglietta con scritto “Amaanah Lions”, il nome dell’unica squadra di calcio di rifugiati in città. Allenarsi con loro vuol dire farsi prestare un paio di pantaloncini, maglietta, scarpini

