Il quattordicesimo titolo in campionato dei Gunners racconta soprattutto di un allenatore spagnolo sui generis, di un figlioccio di Guardiola che guarda anche a Mourinho – sacrilegio! – alla faccia di opinionisti e influencer, che oggi è così e domani chissà, perché ha saputo ravvedersi e adattarsi
Nessuno psicodramma, questa volta, addirittura il lusso di vincere con una settimana di anticipo e muovendo solo i muscoli necessari per alzare il boccale di birra al pub, o sul divano, non importa: l’Arsenal è diventato campione d’Inghilterra così, martedì sera, guardando il Bournemouth bloccare il Manchester City sul pareggio (1-1, con pari di Haaland nel recupero in una partita che ha visto la squadra di Pep Guardiola sufficientemente in difficoltà) per mettere la parola fine alla lotta per i

