«calciatrici, allenatrici e preparatrici»

Assocapp, uno statuto finalmente inclusivo. Ma per avere la parità non basta nominarla

Leggere nello statuto di Assocapp la distinzione di genere, netta e orgogliosa, sa di riconoscimento per tutte coloro che, finora, hanno vissuto come ospiti in casa d’altri. Una scelta che mette nero su bianco che il linguaggio è un atto politico, nonché il primo campo di gioco su cui si misura la parità. È una buona partenza, ma la gara vera si corre nei contratti, nelle tutele previdenziali, nella fine del dilettantismo mascherato. Per questo ci sarà vigilianza costante

Nel panorama sportivo italiano, ancora fermo a logiche arcaiche e gerarchie monogenere, la nascita di una nuova realtà sindacale segna un punto di rottura che non può essere liquidato come un dettaglio: Assocapp, l’Associazione sindacale dei calciatori e calciatrici, allenatori e allenatrici, preparatori e preparatrici patrocinati mette nero su bianco ciò che, nell’oltre un secolo di storia dello sport italiano, è stato sempre taciuto. Ovvero che il linguaggio è il primo campo di gioco su cui si

Per continuare a leggere questo articolo

VAI ALLA PAGINA DELL’AUTORE