Lasciare un segno tangibile

Birmingham ed Everton, se gli stadi cambiano il volto di un’intera città

I primi render del Birmingham City Powerhouse mostrano una struttura imponente, in collina e circondata da dodici torri in formato ciminiere che rimandano alla storia industriale delle Midlands (CREDITS: Devisual & Mir for Heatherwick Studio)
I primi render del Birmingham City Powerhouse mostrano una struttura imponente, in collina e circondata da dodici torri in formato ciminiere che rimandano alla storia industriale delle Midlands (CREDITS: Devisual & Mir for Heatherwick Studio)
I primi render del Birmingham City Powerhouse mostrano una struttura imponente, in collina e circondata da dodici torri in formato ciminiere che rimandano alla storia industriale delle Midlands (CREDITS: Devisual & Mir for Heatherwick Studio)

Il nuovo Birmingham City Powerhouse vuole lasciare un segno tangibile in città: sarà un’arena aperta tutti i giorni per ospitare anche concerti e feste aziendali. I nuovi stadi cambiano interi quartieri, con più attività e affitti più alti che a volte allontanano i residenti. Ma capita anche il contrario: il caso di Goodison Park, che ha fatto rinascere un’intera area dopo l’abbandono da parte dall’Everton

Come una candela accesa in una stanza in penombra. Per qualche minuto giovedì 8 gennaio un alone rosa ha avvolto il cielo di Birmingham. Per un attimo è sembrato di vivere un flashback e tornare indietro di 250 anni, durante la prima rivoluzione industriale, quando la città era il motore d’Inghilterra. Solo che allora quella scia che si levava dai tetti non era luce, ma fumo, e non è che facesse proprio bene alla salute. Questa volta il responsabile non è il distretto delle fabbriche, ma lo stad

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