La proposta del professor Cammarano dell’Università di Bologna: assegnare due punti a chi fa più gol e attribuire il terzo punto alla squadra che ha espresso la prestazione migliore sulla base di criteri oggettivi. Un modo per ripensare uno degli sport che, storicamente, fatica di più a cambiare le proprie regole. Ma che non è esente da rischi
Un pareggio giusto, una vittoria immeritata, una sconfitta che porta applausi, sì, ma punti no, e allora «avremmo meritato di più»: più o meno testualmente, più o meno letteralmente, ogni maledetto dopopartita c’è un allenatore, o un giocatore, che nella retorica delle conferenze stampa estrae dal cilindro paroloni come “giustizia” e “merito”, nell’apoteosi della soggettivizzazione di concetti che, in astratto almeno, nel migliore dei mondi calcistici possibili, dovrebbero essere obiettivi e ass

