Serie A, un racconto lungo ormai più di due decenni

Razzismo dilagante, sanzioni inefficaci: chi denuncia è vittima due volte

Sabato, durante Cagliari-Udinese, l’inglese Davis ha accusato Dossena, che nega, di averlo chiamato «scimmia». Si aspetta la giustizia sportiva. I precedenti recenti non sono incoraggianti per chi denuncia. In un sistema che fatica a punire, nello scarto tra ciò che viene contestato e ciò che si riesce a provare, chi si ribella passa anche per bugiardo

Il copione è sempre lo stesso: un calciatore denuncia di aver subito insulti a sfondo razziale, la società avversaria smentisce e viene aperta un'indagine che si chiude con un'archiviazione o con una sanzione così lieve da risultare irrilevante. Nel mezzo, qualcuno rilascia dichiarazioni di principio sulla tolleranza zero. Poi si ricomincia. Sabato, durante Cagliari-Udinese, Keinan Davis ha accusato Alberto Dossena di averlo chiamato «scimmia». Dossena ha negato. Ora si aspetta la giustizia spor

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