dopo le dimissioni di gravina e buffon

Quel fantasma dell’errore che toglie coraggio: alla nazionale serve la rivoluzione del divertimento

Gabriele Gravina e Gigi Buffon (a sinistra e a destra) si sono dimessi dai ruoli di presidente della Figc e capo delegazione azzurra. In mezzo il ct Rino Gattuso, che non ha ancora sciolto le riserve sul suo futuro (FOTO ANSA)
Gabriele Gravina e Gigi Buffon (a sinistra e a destra) si sono dimessi dai ruoli di presidente della Figc e capo delegazione azzurra. In mezzo il ct Rino Gattuso, che non ha ancora sciolto le riserve sul suo futuro (FOTO ANSA)
Gabriele Gravina e Gigi Buffon (a sinistra e a destra) si sono dimessi dai ruoli di presidente della Figc e capo delegazione azzurra. In mezzo il ct Rino Gattuso, che non ha ancora sciolto le riserve sul suo futuro (FOTO ANSA)

Il loro passo indietro è un primo, insufficiente gesto di un mondo abituato a muoversi poco. Non siamo più fenomeni e non torneremo a esserlo in poche settimane: serve un bagno di realismo o ci rifugeremo sempre nella nostalgia. Bisogna smettere di dipendere da risultati e soldi, prediligere la tecnica e non crocifiggere i giovani al primo sbaglio. O chiunque verrà chiamato alla guida di leghe e federazioni resterà sempre impotente

Cominciamo dalla fine: Gabriele Gravina si è dimesso dalla carica di presidente della Federcalcio. Invocato da mezzo mondo, ecco il passo indietro. Niente commissario come avrebbe voluto la politica, si voterà il 22 giugno. Con varie candidature potenziali, prima fra tutte quella dell’ex presidente del Coni, Giovanni Malagò. Poco dopo anche il capo delegazione, Gigi Buffon, che aveva fortemente voluto Rino Gattuso sulla panchina azzurra, ha ufficializzato sui social il passo indietro. Tutto riso

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