Se l’unica avanguardia è a como

Tutti alla corte di Fàbregas, allenatore alieno: l’Italia immobile sulle sponde del Lago

Per un anno il giornalismo italiano si è rivoltato contro lo spagnolo, difendendo un calcio prudente e arroccato. Le prime partite della stagione hanno messo a nudo la nostra difficoltà a innovare e fatto cambiare idea a tanti. Ma non basta uscire dall’acqua allegriana: servono ossessione e voglia di osare, qualità che spesso ci mancano. In parlamento, sulla pagina e nella vita

Cesc Fàbregas non lo sa, ma prima di lui a Como c’era Aldo Buzzi che, con un percorso simile e molto più tempo, dall’eccentricità e dalla marginalità è arrivato alla centralità della letteratura e della vita. Ieri stanze, oggi squadra: di fantasia. Ora che il Como è l’ipotenusa longanesiana sulla quale costruire il quadrato del calcio italiano, verrebbe da dire con Totò: Ma fateci il piacere. Sì, quello di ascoltare i Don Chisciotte che sembrano personaggi di fantasia e invece lo sono di realtà.