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Corpo, anima, tennis, dubbi e inat: le radici di Djokovic, lupo d’inverno

Novak Djokovic in un frame del documentario (Courtesy Prime video)
Novak Djokovic in un frame del documentario (Courtesy Prime video)
Novak Djokovic in un frame del documentario (Courtesy Prime video)

Dall’infanzia nella Serbia bombardata alla rottura della diarchia Federer-Nadal, fino alla sfida con Alcaraz e Sinner e alla caccia al 25° Slam a 39 anni: il documentario di Jason Hehir, su Prime Video, racconta l’uomo oltre il fuoriclasse, convinto che nella sua vita fosse tutto previsto. Tra una volontà feroce e dubbi che, invece di fermarlo, ne hanno alimentato la leggenda

Novak Djokovic è l’unico venerato maestro che continua a essere considerato il solito stronzo. Il tennista serbo ci mette del suo, nel senso che è il primo a nutrire dubbi verso di sé anche se li usa per continuare a giocare e resistere. È stato il terzo, poi divenuto primo, tra Roger Federer e Rafa Nadal. Lo svizzero era l’eleganza, lo spagnolo la forza, e nessuno voleva che altri si intromettessero, Djoko l’ha fatto, con una prepotenza rottamatrice, finendo per rovinare la diarchia tanto che s