A dicembre 2024 l’arresto cardiaco in campo, qualche giorno fa la rescissione del contratto con la Roma, poi le visite mediche al Watford. Il giovane centrocampista è pronto a riprendere la sua vita da calciatore, come avvenuto a Eriksen, grazie a un defibrillatore sottocutaneo, ma non può essere tesserato come professionista da un club Figc. Il motivo ha a che fare con la storia sanitaria del nostro paese. Di cui bisognerebbe andare fieri, al di là del tifo
Nella vicenda calcistica di Edoardo Bove e nel suo futuro ancora in campo ci sono tutti i crismi dell’arco narrativo, o se vogliamo, del viaggio dell’eroe: dopo le diverse peripezie della sua giovane e già prestigiosa carriera, il cui punto di svolta è stato l’arresto cardiaco durante un Fiorentina-Inter del dicembre 2024, il prossimo trasferimento in Inghilterra, dove riprenderà la sua vita di calciatore e tornerà a giocare con la maglia del Watford, rappresenterà una tappa verso la risoluzione


