Il 30enne racconta la scelta di restare a Miami in Nba («Potrei tornare utile ad Antetokounmpo»), il rientro in azzurro per le qualificazioni al Mondiale e il sogno olimpico del 2028, sulle orme del padre che nel 1984 fu semifinalista nei 110 ostacoli. Sulla vita fuori dal parquet: «I sacrifici maggiori li fa la mia famiglia»
La parola riposo non rientra nell’agenda di Simone Fontecchio che trascorre l’estate nei luoghi del cuore, diviso tra la città natale di Pescara, con il mare di Francavilla, e quella che è diventata una seconda casa. A Bologna ha posato le valigie la prima volta a 14 anni. La scelta di mamma, Amalia “Malì” Pomilio – fuoriclasse del basket femminile, con 120 presenze in azzurro – e di papà Daniele, campione italiano dei 110 ostacoli (argento Europeo 1986), di mandarlo a crescere nelle giovanili d