Dai «piedi nei fossi» di Travagliato alle lacrime di Pasadena, passando per i due rigori che ne hanno segnato il destino e quella mano che «divideva gli spazi». Ritratto di un uomo che ha trasformato un ruolo in una visione del calcio: un'eredità destinata a durare
Aia, oratorio, Milanello: questo il percorso. Una vita che comincia con Ermanno Olmi e finisce in Werner Herzog, in mezzo c’è Silvio Berlusconi. Perché Franco Baresi nasce dal mondo contadino: i piedi nei fossi, la caccia alle rane, l’erba falciata è quella della campagna. Poi verrà quella dei campi di pallone, prima c’è il grano e il mondo visto da lontano: Traaiàt, per la precisione, Travagliato. Grandi fatiche che portano all’essenziale, il superfluo, poi, semmai. La vita di Baresi è stata tu