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L’eredità di Gianni Savio, l’uomo che ha fatto uscire il ciclismo dalla Colombia e lo ha reso internazionale

Gianni Savio in una foto al Giro d'Italia 2012 (FOTO ANSA)
Gianni Savio in una foto al Giro d'Italia 2012 (FOTO ANSA)
Gianni Savio in una foto al Giro d'Italia 2012 (FOTO ANSA)

Il piemontese, scomparso lo scorso dicembre, fu un grande scopritore di talenti: da Hernan Buenahora a Chepe Gonzalez, fino a José Serpa e Nelson Cacaìto Rodriguez, che aveva guidato al successo nella tappa regina al Tour de France ’94. Era affezionato a tutti. A quelli che si erano impappinati sul più bello, come a quello che aveva brillato più di tutti: Egan Bernal, il primo colombiano della storia a vincere il Tour nel 2019

Parlando di ciclismo colombiano, è impossibile non pensare all’uomo che lo ha portato in Europa, facendolo grande. Gianni Savio se n’è andato a dicembre dell’anno scorso, ma la sua eredità corre ancora. Piemontese, la passione per la bici l’aveva ereditata dal nonno materno, Giovanni Galli, campione italiano tra gli indipendenti nei primi anni del Novecento: ne parlava con orgoglio, e gli si crepava la voce. Esattamente come succedeva quando si metteva a raccontare di tutti i talenti che aveva s

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