colloquio con l’ex allenatore

Gigi Maifredi: «Sono il papa Luciani della Juventus. Ma i bravi allenatori lasciano un segno»

Gigi Maifredi in una foto del 2004 (FOTO ANSA)
Gigi Maifredi in una foto del 2004 (FOTO ANSA)
Gigi Maifredi in una foto del 2004 (FOTO ANSA)

In pensione da un ventennio, si dichiara felice e guarda poco al passato: «Un tecnico è bravo se dà un timbro alla squadra, come Fàbregas al Como». Tra sogni incompiuti («Volevo Platini davanti alla difesa»), il confronto con Sacchi («Veniva a vedere i nostri allenamenti all’Ospitaletto, fu Berlusconi a obbligarlo a giocare a 4 in difesa») e il dibattito tra giochisti e risultatisti («L’attacco deve essere lasciato all’imprevedibilità. Conta arrivare in area nel minor tempo possibile. Oggi si fanno mille passaggi all’indietro»), ecco il suo album dei ricordi

«Pensi che mi hanno cercato da poco dalla Romania». Oddio, la polizia: cos’aveva combinato? «Ma nooooo, un imprenditore, voleva affidarmi una squadra di calcio, ho detto di no». Nel 2027 saranno 80 (anni). Gigi Maifredi si dichiara felice, «dormo la notte, senza ansiolitici e non è poco», in pensione da un ventennio, guarda poco al passato, solo presente e futuro: «Devi sentirti sempre come chi sta per iniziare qualcosa di bello». Il calcio è stato la sua vita e la sua malattia, da ragazzino pro

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