Sfruttare l’occasione del World Baseball Classic

Dalla visibilità a un’identità: l’Italia ha scoperto il baseball, ma ora cerca un futuro

Vinnie Pasquantino, prima base dei Kansas City Royals con antenati abruzzesi, è stato tra i giocatori che si sono distinti maggiormente con la maglia dell'Italia al Classic (FOTO EPA)
Vinnie Pasquantino, prima base dei Kansas City Royals con antenati abruzzesi, è stato tra i giocatori che si sono distinti maggiormente con la maglia dell'Italia al Classic (FOTO EPA)
Vinnie Pasquantino, prima base dei Kansas City Royals con antenati abruzzesi, è stato tra i giocatori che si sono distinti maggiormente con la maglia dell'Italia al Classic (FOTO EPA)

L’intelligenza culturale di coach Cervelli ha permesso di unire un gruppo non omogeneo dandogli un senso di comune appartenenza. Pur rimanendo per certi versi irripetibili, anche per motivi di regolamento, le imprese azzurre al World Baseball Classic hanno dato a questo sport un’esposizione inedita nel nostro paese. Ora serve potenziare “l’altra” Italia, quella che deve cercare una difficile qualificazione olimpica ed è formata da giocatori necessariamente di cittadinanza italiana

MIAMI – Un’esposizione mediatica di questo tipo, il baseball in Italia non l’aveva mai avuta in tutta la sua lunga storia. Il percorso degli azzurri al World Baseball Classic, dove la squadra allenata da Francisco Cervelli è giunta sino alle semifinali – risultato mai raggiunto prima – regalandosi anche la soddisfazione di battere gli Stati Uniti in casa loro, di vincere a punteggio pieno un girone con gli stessi Usa e il Messico e di superare i quarti contro una superpotenza del baseball come P

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