Tra le polemiche sugli arbitri, il mercato e le eliminazioni delle italiane in Champions, l’opinione pubblica non sembra aver vissuto questa vigilia con particolare pressione. Tra rassegnazione e indifferenza, ci stiamo abituando a questa roulette russa calcistica, ma rispetto alle mancate qualificazioni del 2018 e del 2022 è tutto diverso
Qualcuno l’avrà notato in questi giorni sotto la pensilina della fermata di un autobus o a un incrocio stradale. Un poster. E uno slogan: «UNA SOLA MAGLIA. In campo. Sugli spalti. A casa. Vestiti d’azzurro il 26 marzo». E loro, Gianluigi Donnarumma, Riccardo Calafiori e Mateo Retegui, testimonial della campagna organizzata dalla Federcalcio, che sembrano dire con lo sguardo: «Mica ti sarai dimenticato che fra poco ci giochiamo la qualificazione ai Mondiale?». Un’isoletta in mezzo a un arcipelago


