Il premio in denaro pubblico fissato dal Comitato paralimpico italiano - 100mila euro per l’oro, 55mila per l’argento, 35mila per il bronzo – è quasi la metà rispetto a quello che il Coni ha garantito ai Giochi. Così gli atleti vengono collocati, di fatto, in una categoria a parte. Equiparare invece insegna che il merito non ha categorie e che la disabilità non è una colpa. Non serve generosità, ma coerenza: solo così uno stato dimostra quali valori considera non negoziabili e rinforza la funzione educativa delle scelte pubbliche
L’inno, la bandiera, la commozione. Quando l’atleta sale sul podio, ogni atleta, un sentimento attraversa il paese intero e la vittoria del singolo diventa patrimonio di tutti. Ma a guardare tra le pieghe dello sfarzo di Milano-Cortina 2026, si scopre che non tutte le medaglie sono uguali davanti alla legge del merito. Anche la gloria ha due pesi e due misure. Mentre l’investimento per impianti, infrastrutture, cerimonie, villaggi, piste e cantieri non ha badato a spese (è quantificabile in alme


