con lui il campo si trasforma in strada

L’ex selvaggio è già un Pallone d’oro: Kvaratskhelia, l’ossimoro del calcio

Potrebbe essere un’illusione di Roberto Fontanarrosa, essere uscito dalla pallastrada benniana, essere stato partorito dal cielo ionizzato che sta sopra le Russie, felino ma a sangue freddo, leader ma isolato, dribblomaniaco ma altruista, vagabondo senza Lilli, samba ma dell’Est. Da talento senza regole ora è un giocatore decisivo. Ma nell’anno del Mondiale la mancata qualificazione della sua Georgia non gli porterà il premio che meriterebbe

Una composizione di note sacre del calcio: ecco Khvicha Kvaratskhelia, il calciatore che corre, avanza e si libera degli avversari evocando calcio del passato mentre genera quello del futuro: una figura boccioniana composta di tanti ricordi, giocate, gol e crepe nel muro del tempo.  Potrebbe essere un’illusione di Roberto Fontanarrosa, un demone di Dostoevskij, essere uscito dalla pallastrada benniana, essere stato partorito dal cielo ionizzato che sta sopra le Russie, felino ma a sangue freddo,

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