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Il confine tra coraggio e incoscienza: cosa dice dello sport il caso Lindsey Vonn

I giornalisti nel media center ad Anterselva guardano in tv il momento della rovinosa caduta di Lindsey Vonn (FOTO EPA)
I giornalisti nel media center ad Anterselva guardano in tv il momento della rovinosa caduta di Lindsey Vonn (FOTO EPA)
I giornalisti nel media center ad Anterselva guardano in tv il momento della rovinosa caduta di Lindsey Vonn (FOTO EPA)

La 41enne statunitense ha preso parte alla discesa libera nonostante la rottura del legamento crociato rimediata pochi giorni prima dei Giochi. In gara è caduta rovinosamente ed è stata portata via in elicottero. Il mito sportivo ha la sua liturgia del sacrificio, ma esistono molti punti di vista da cui leggerla dentro l’ecosistema che la produce e, talvolta, la pretende

«Chi non lotta per qualcosa ha comunque perso», canta Fiorella Mannoia in Combattente. Vedere Lindsey Vonn al cancelletto di partenza della discesa libera olimpica richiama quel ritornello e lo aggancia alla delicata differenza che intercorre tra la vittoria e il successo, tra il salire sul gradino più alto del podio e darsi per un obiettivo. Le due cose alle volte coincidono, ma solo alle volte. A 41 anni d’età e a un lustro dal ritiro ufficiale, dopo aver vinto tutto e aver subìto così tanti i

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