Ci si oppone alle linee Ebu nello sport rivendicando il diritto a vivisezionare, con la telecamera, il fisico di un’atleta. Il corpo dell’atleta non è un’opera d’arte offerta al desiderio e all’interpretazione di chi guarda: quando la persona si posiziona sui blocchi di partenza, non sta posando, ma sta lavorando
Il Discobolo di Mirone è una statua. Le atlete che scendono in pista sono persone. È da qui che partirei per dissentire dalla polemica sull’introduzione di linee guida con cui, le reti televisive europee (Ebu) in collaborazione con la federazione internazionale di atletica leggera (World Athetics), mettono un freno allo sguardo mediatico intrusivo e invadente nello sport. Eros e agape Con tutto il rispetto per Michele Serra, mi oppongo all’interpretazione, espressa ne “L’ Amaca” dei giorni sco