S’era immaginata come data più probabile per l’impresa il 2050, invece il keniano Sabastian Sawe ci è riuscito il 26 aprile 2026 a Londra: è il primo uomo a correre i fatidici 42 chilometri e 195 metri sotto le due ore. L’impatto delle scarpe da 97 grammi e 500 euro («Negli ultimi 10 km è come se fossi all’inizio», racconta Giacomo Leone, vincitore a New York nel ‘96), il sorpasso delle donne iscritte nella fascia 18-29 anni (Lucilla Andreucci: «Segnale magnifico»). E l’exploit, a 41 anni, di Alex Schwazer: suo il terzo tempo dell’anno sulla maratona di marcia
La maratona s’è fatta un gran regalo per i suoi 130 anni compiuti lo scorso 10 aprile: il primo uomo a correre i fatidici 42 chilometri e 195 metri sotto le mitiche due ore. A Londra, domenica, ha abbattuto il muro il keniano Sabastian Sawe. E pensare, ha riflettuto su Facebook Orlando Pizzolato, vincitore della maratona di New York nel 1984 e nel 1985, che ai confini del nuovo millennio s’era immaginata come data più probabile per l’impresa il 2050. Ma già nel 1991, il fisiologo Michael Joyner,

