In una Nazionale sempre meno fantasiosa e più pragmatica, il 34enne è il simbolo dell'ultima nostalgia verdeoro: vincere il trofeo è un’ossessione, certo, ma lo è soprattutto ritrovare un certo modo di giocare a calcio
«Ahora viene lo bonito…atacantes», dice, con pausa attoriale, Carlo Ancelotti diramando le convocazioni dei giocatori brasiliani per il prossimo Mondiale, qualcosa ha imparato giocando nella squadra della troupe di Novecento allenato da Bernardo Bertolucci incrociandosi con Pier Paolo Pasolini e la squadra di Salò. Questa storia è tutto cinema anche perché i filmati si sprecano per ogni momento vissuto dal Brasile stando dietro l’incredibile e triste storia del candito Neymar e della sua famigli

