Un mese alla cerimonia di apertura

Il peccato originale delle Olimpiadi invernali: Cortina è una bellezza fragile da tutelare

Credits: AFP
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I Giochi portano standard, protocolli, esigenze logistiche e mediatiche che nessun territorio può accogliere senza trasformarsi. Possiamo ancora immaginare un’edizione che non consumi, ma restituisca? La scelta di una località che è un salotto d’alta quota, lontano dall’idea di sport popolare e accessibile, è la contraddizione principale di questa edizione. Sarà un test di credibilità per un paese che oscilla tra promesse di sostenibilità e la tentazione antica di trasformare ogni occasione in denaro

A vent’anni da Torino, dopo essere passati da Canada (Vancouver 2010), Russia (Sochi 2014), Corea del Sud (PyeongChang 2018), Cina (Beijing 2022) i Giochi olimpici invernali tornano in Italia e in Europa. Tra un mese il braciere, anzi i bracieri (uno per ciascuna delle due città che danno il nome ai Giochi) della prima Olimpiade diffusa della storia si accenderanno e, con essi, i riflettori su grandi domande. Possiamo ancora immaginare Giochi che non consumano, ma restituiscono? Il gigantismo de

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