La meritocrazia è un concetto fragile: funziona solo se tutti partono dallo stesso punto, con gli stessi strumenti, le stesse opportunità, la stessa libertà di sbagliare. E questo in Italia semplicemente non accade. Non accade nello sport, non accade nel lavoro, in politica. Non accade per le donne
C’è una parola che, più di ogni altra, decide il senso di un’Olimpiade per il paese organizzatore. Non è “medaglia”, non è “record”, non è “spettacolo”. È “legacy”, l’eredità. È ciò che inizia quando i Giochi finiscono, la promessa che lo sforzo non si esaurirà nella festa ma produrrà un cambiamento reale, misurabile, sostenibile. Per questa ragione, da quando l’8 marzo la Gazzetta dello Sport ha pubblicato un intervento della presidente del Comitato olimpico internazionale (Cio), Kirsty Coventr


