Quando l’inclusione sembrava un principio non più negoziabile, il Cio ha annunciato che le federazioni olimpiche dovranno rendere obbligatorio il test genetico SRY. Un metodo che si è già dimostrato inefficace e discrimina le atlete intersex. Quando lo sport chiede certificati genetici non è più equo, ma più fragile. Confonde il bisogno di creare categorie con il rischio di trasformarle in strumenti per definire l’identità delle persone
Se sei un’atleta donna di alto livello, d’ora in poi sarai una minaccia per lo sport femminile, fino a prova contraria. Prova che arriverà da un test genetico che pretende di definire ciò che la scienza stessa non sa più ridurre a un solo cromosoma. Proprio ora che l’inclusione sembrava un principio non più negoziabile, anche nell’agonismo d’élite, arriva la reintroduzione del test genetico SRY. È lo stesso che nel 1999 era stato abbandonato, perché dimostratosi scientificamente inaffidabile e u


