Arrivato nel 1982 alla Juvecaserta, univa l’ipersensibilità emotiva da Bossa Nova a una tirannide da canestro. Segnò 49.737 punti in carriera, record superato solo nel 2024 da LeBron. Perfetto per l’Nba, scelse una carriera da colonnello Buendía: ha molto più segnato che vinto. Averlo venduto per arrivare allo scudetto fu l’ennesimo capitolo del sud che per vincere sacrifica il meglio della sua storia
Dove finivano le sue mani cominciava un canestro. Correva col pallone incollato alle mani lungo i campi brasiliani, poi su quelli italiani dell’A2 di basket e alla fine dell’A1: Oscar Schmidt prima che un cestista fu un’utopia, poi divenne anche una sorta di Ifigenia casertana. Arrivò dal Brasile nel 1982 alla Juvecaserta per il desiderio del coach, Bogdan Tanjević - l’anno prima che nel calcio Zico fosse aviotrasportato a Udine - che si innamorò di lui vedendogli demolire la sua squadra nel 197

