Dalle contrade estratte alle “ghiandine” che assegnano i cavalli, fino alla “fiasca” che stabilisce l’ordine ai canapi: il caso entra nella gara prima ancora che inizi. Preparazione, talento e strategia servono a restringere l’incertezza, non a cancellarla
Tutti gli sport moderni raccontano la stessa menzogna. Ossia che a vincere sia stato necessariamente il migliore. E pur di rendere credibile questa bugia hanno codificato regolamenti sempre più stringenti per rendere più omogenea la sfida, stilato classifiche, contato gol, canestri e punti, fissato tempi da abbassare e altezze da aumentare, primati da infrangere. Il risultato diventa quasi una sentenza morale: chi arriva primo ha lavorato meglio, chi perde deve capire dove ha sbagliato. Ogni acc