Intervista alla sciatrice

Paralimpiadi, attraverso il buio con Carina Edlinger: «Con la disabilità ho accettato me stessa»

Carina Edlinger e Riley, il suo cane guida, che alle Paralimpiadi del 2022 ha portato con sé sul podio per festeggiare il suo oro nello sci di fondo (Credits: Instagram / @paralympicscz / Tomáš Lisý)
Carina Edlinger e Riley, il suo cane guida, che alle Paralimpiadi del 2022 ha portato con sé sul podio per festeggiare il suo oro nello sci di fondo (Credits: Instagram / @paralympicscz / Tomáš Lisý)
Carina Edlinger e Riley, il suo cane guida, che alle Paralimpiadi del 2022 ha portato con sé sul podio per festeggiare il suo oro nello sci di fondo (Credits: Instagram / @paralympicscz / Tomáš Lisý)

Fresca di un argento a Milano-Cortina, l’austriaca - che ora gareggia per la Repubblica Ceca - non è solo una stella dello sport paralimpico (nel fondo e nel biathlon). La sua è la storia di una ricerca di senso dentro un destino fatto di ombre silenziose: affetta da una rara patologia genetica che l’ha portata ad avere il 2% della vista, racconta la sua crescita in un ambiente chiuso e conservatore, tra negazione dei suoi bisogni e pressioni sociali, come è uscita dalla depressione e il suo rapporto con Riley, il suo cane guida: «Con lui la mia vita ha uno scopo»

Con sei titoli mondiali, quattro Coppe del Mondo generali, un bronzo alle Paralimpiadi di Pyeongchang 2018, un oro e un bronzo nel 2022 a Pechino e un argento conquistato pochi giorni fa a Milano-Cortina, Carina Edlinger non è solo una stella dello sport paralimpico nello sci di fondo, ma una figura che incarna la forza individuata nell’unicità della sua condizione. Dietro il riflesso dei trofei e delle medaglie, però, Carina porta la storia di una ricerca di senso dentro un destino fatto di omb

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