L’Olimpiade prova a darti un’idea di mondo lontana da odio e prepotenza, ma a volte deve piegarsi a ciò che la circonda. Se alla cerimonia di chiusura ci sarà il passaggio di consegne tra Milano-Cortina e Los Angeles 2028, con tanti interrogativi riguardo al futuro dei nuovi impianti in Italia, al controverso concetto di neutralità, alla crisi climatica e all’universalità che ancora manca nello sport, ecco che in mezzo spuntano le Paralimpiadi più politiche di sempre
L’Olimpiade ce l’ha messa tutta. Ci ha incuriosito, emozionato, talvolta spiazzato. Sorprese, storie, grandi vittorie, perfide sconfitte: Federica Brignone e il suo viaggio dal grave infortunio alla doppietta d'oro, l'infinita bacheca di Arianna Fontana, Francesca Lollobrigida e l’originale staffetta fra la sua spiaggia di Ladispoli e il ghiaccio della velocità sui pattini, la clamorosa doppietta di Simone Deromedis e Federico Tomasoni nello ski cross. Ma anche la fuga nel bosco di Atle McGrath,


