Una apre la strada, anticipando curve e cambi di terreno. L’altra traduce la sua voce in movimento. Due donne con in testa un solo traguardo: muoversi e pensarsi come un unico corpo, grazie a un interfono nel casco e una complicità che cresce nel tempo. «Sono nata con l'albinismo oculocutaneo. Vedo circa un ventesimo, ma ho sviluppato gli altri sensi. Mi piace l’adrenalina in pista», dice la sciatrice. La guida: «Non penso alle responsabilità, altrimenti mi paralizzerei. A Pechino nel 2022 è stata dura, sono venute fuori questioni mie personali che influenzavano il nostro rapporto». Dopo i Giochi? «Una vacanza insieme»
Compiono un’estetica fulminante i corpi di Martina Vozza e Ylenia Sabidussi in discesa libera sulla neve e in slalom, sempre, tra le sfide della vita. Un minuto e mezzo di coraggio ed esplosività, fiducia e equilibrio, adrenalina e parole che scivolano sul tracciato del gioco. Martina e la sua guida Ylenia, dopo due argenti e un bronzo ai mondiali, sono in gara nello sci alpino alle Paralimpiadi di Milano-Cortina, che venerdì 6 marzo si aprono ufficialmente con una cerimonia d’apertura macchiata


