la pedagogia come atto politico

Spurs, che eredità: la lezione di Popovich che resiste anche alla sconfitta nelle Finals Nba

Gregg Popovich in una foto con Devin Vassell. Ha lasciato la panchina degli Spurs, diventandone presidente, a maggio 2025 (FOTO EPA)
Gregg Popovich in una foto con Devin Vassell. Ha lasciato la panchina degli Spurs, diventandone presidente, a maggio 2025 (FOTO EPA)
Gregg Popovich in una foto con Devin Vassell. Ha lasciato la panchina degli Spurs, diventandone presidente, a maggio 2025 (FOTO EPA)

La disfatta contro i Knicks non cancella la stagione di San Antonio, né il senso del progetto nato con l’ex coach, oggi presidente: un modello educativo fondato su responsabilità, comunità e autonomia, un modo di stare insieme che regge a prescindere da chi indossi la maglia neroargento. Gli Spurs non hanno vinto l’anello, ma hanno mostrato perché la sua eredità resta il bene più prezioso da difendere

Victor Wembanyama, dopo la gara-7 con Oklahoma City, riusciva a malapena a parlare. Gli avevano chiesto cosa significasse per Gregg Popovich quella qualificazione alle Finals e lui si è commosso. Aveva appena abbracciato uno per uno i membri della franchigia che era riuscito a trovare sul parquet, ma l'abbraccio che cercava di più restava sospeso: Pop era altrove, come da più di un anno, da quando ha lasciato la panchina. Le Finals si sono chiuse 4-1 per New York, la franchigia che nel 1999 era

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