Attraverso questo sistema di allenamento cognitivo, i detenuti riflettono sui movimenti giusti, nel gioco e nella vita. Juan Antonio Montero, psicologo e presidente del Club Magic Extremadura: «Non si impara solo a muovere le pedine, ma si formano autostima, pazienza, lavoro in squadra». Un approccio esportato in Messico, ma anche a Foligno: «Non è un passatempo né vogliamo formare dei campioni, ma fornire basi utili per il reinserimento nella società». Dal 2021 gli scacchi in carcere sono anche parte di una competizione internazionale
Juan Antonio Montero si trova davanti a una scacchiera a muro, posta al centro della stanza, e indica con una mano le 64 caselle. Oggi si trova nel carcere di Badajoz, in Estremadura, con cui collabora da 15 anni, tenendo due sessioni settimanali da un’ora e mezza. Ai detenuti, seduti davanti alla scacchiera, viene chiesto di collaborare con alcuni esercizi: imparare a memoria le posizioni dei pedoni, spostarli di casella e riposizionarli dove erano prima. Quando il cavallo viene mosso al centro


