Tra rivalità coi colleghi e aspettative di stampa e tifosi

Tennis e salute mentale, i campioni e l’urgenza di imparare a convivere con «un bersaglio sulla schiena»

Carlos Alcaraz, 22 anni, è tornato a essere il numero 1 del ranking ATP da novembre 2025, spodestando Jannik Sinner (FOTO EPA)
Carlos Alcaraz, 22 anni, è tornato a essere il numero 1 del ranking ATP da novembre 2025, spodestando Jannik Sinner (FOTO EPA)
Carlos Alcaraz, 22 anni, è tornato a essere il numero 1 del ranking ATP da novembre 2025, spodestando Jannik Sinner (FOTO EPA)

Dopo le rispettive sconfitte a Indian Wells, Alcaraz si è detto «stufo di avere un bersaglio sulla schiena» e Andreeva è andata in escandescenze insultando anche il pubblico. Sinner ha ammesso di non amare le conferenze post partita. In passato Fognini, Schiavone e Osaka hanno rivelato problemi nel gestire la pressione. L’impatto dei social, l’assenza di un’adeguata crescita psicologica e la tendenza a crearsi precocemente dei nidi familiari

Se ci avesse riflettuto a fondo forse non sarebbe riuscito a esprimere un’immagine più calzante. Invece ha lasciato spazio alla voce dal sen fuggita e l’impatto c’è stato. Come più o meno sempre quando uno sportivo mette il piedino al di là del check point che separa le cose di sport da quelle del mondo normale. Carlos Alcaraz, l’attuale numero 1 al mondo, dopo aver perso contro il redivivo Daniil Medvedev nella semifinale di Indian Wells, si è lasciato andare a una di quelle considerazioni verb

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