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Il tennis senza più aura: se vincere non basta a lasciare il segno

Il problema, in assenza dei fuoriclasse Sinner e Alcaraz, non è chi ha vinto a New York o nel torneo precedente, ma ciò che resta negli occhi. La ripetizione dei colpi più redditizi, le stagioni sempre più logoranti e l’ossessione per il rendimento stanno consumando il fascino della disciplina. Non servono rivoluzioni: serve qualcuno capace di gesti in grado di suscitare devozione

Aveva ragione Walter Benjamin. Ne L’opera d’arte nell’epoca della riproducibilità tecnica, il filosofo tedesco fissò un punto imperdibile che ha molto a che fare col tennis di oggi: a forza di essere riprodotta e collocata in altri contesti l’opera d’arte perde la sua caratteristica principale. L’aura. Diventa oggetto di consumo. Ecco: il tennis, all’indomani della vittoria di Alexander Zverev ed Elena Rybakina nello Us Open privo di Jannik Sinner e con Carlos Alcaraz a mezzo servizio, ha perdut