«Siamo atleti o animali allo zoo?»

Il voyeurismo ha trasformato il tennis in the Truman Show

I video di Gauff o Sabalenka che rompono la racchetta. I fan che riprendono un solitario Sinner all’aeroporto dopo la sconfitta. La sovraesposizione è lo scotto da pagare per i guadagni stellari, ma carica gli atleti di una pressione aggiuntiva. E il confine della privacy è sempre più labile. Un paradosso per uno sport solitario, fatto anche di strategie mentali

Coco Gauff, 21 anni e quinta nel ranking Wta, perde nettamente i quarti di finale degli Australian Open subendo un 6-1, 6-2 da Elina Svitolina. Stringe la mano all’avversaria, accenna una saluto al pubblico e poi si carica sulle spalle le due sacche viola porta-racchette. Esce dal campo composta, a testa bassa entra nel tunnel che porta agli spogliatoi e le telecamere ufficiali sono tutte per la vincitrice e la consueta intervista a bordo campo di fine partita. Invece no: poco dopo esce un video

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