intervista al presidente dell’associazione calciatori

Umberto Calcagno: «Fondo di fine carriera, servizi e tutele, da Dossena accuse ingiuste contro Aic»

Il presidente dell'Associazione italiana calciatori, Umberto Calcagno (FOTO ANSA)
Il presidente dell'Associazione italiana calciatori, Umberto Calcagno (FOTO ANSA)
Il presidente dell'Associazione italiana calciatori, Umberto Calcagno (FOTO ANSA)

Il rappresentante dei giocatori rivendica le scelte fatte e le battaglie intraprese: «Noi agenzia di servizi? È un vanto aver tenuto intatta la nostra anima sindacale e aver incrementato anche i servizi gratuiti. Prima di Assocapp, Dossena si era già candidato all'Aic e poi come presidente della Lega Serie B. Io ho sempre immaginato di fare una sola cosa nella vita». Poi invita tutti a «farsi sistema» per uscire dalla crisi: «Capiamo perché i giocatori convocabili sono così poco utilizzati nei club. La Serie A indichi la strada: servono tax credit o incentivi per chi investe nei settori giovanili»

«Le parole di Beppe Dossena mi sembrano abbastanza di parte», dice con amarezza Umberto Calcagno, presidente dell’Associazione italiana calciatori, in risposta alle dichiarazioni del presidente della nuova sigla sindacale Assocapp, che ha duramente criticato Aic dalle colonne del nostro giornale. Dal fondo di fine carriera alla rappresentanza femminile, Calcagno rivendica le scelte dell’Aic: «Bisognerebbe stare un po’ più attenti nel criticare quanto è stato fatto finora», dice fin da subito, la

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