Dal 1° aprile in Italia si potrà assistere in diretta agli spettacoli settimanali, Raw e SmackDown, e agli eventi mensili che un tempo erano acquistabili in pay-per-view, oltre a godere dell'intero archivio storico. Una sottocultura importata dagli Usa che in Italia ha attecchito con forza fino a metà anni 2000, quando la vicenda di Chris Benoit cambiò tutto. Da allora i (tanti) fan di quel mondo di corpi esagerati, maschilismo ostentato e narrazioni binarie hanno vissuto in semi-clandestinità. Usare lo streaming per abbattere il pregiudizio del «è tutto finto»: la piattaforma può vincere la sua scommessa generalista?
Durante la seconda serata del Festival di Sanremo, in uno spot pubblicitario, è apparso il volto di Drew McIntyre, gigante scozzese e punta di diamante della WWE, la multinazionale che ha trasformato la lotta libera in un prodotto globale da miliardi di dollari. L'annuncio è stato secco: dal 1° aprile il wrestling sarà visibile su Netflix. Con 6,99 euro al mese chiunque potrà assistere in diretta agli spettacoli settimanali, Raw e SmackDown, e agli eventi mensili che un tempo erano acquistabili


