La vittoria del tedesco al Roland Garros racconta una rivoluzione culturale prima ancora che sportiva. Per decenni il diabete ha significato rinunce e marginalità. Oggi campioni come lui, Alice Degradi o gli atleti del Team Novo Nordisk mostrano una realtà diversa: grazie a terapie e tecnologie si può competere ai massimi livelli. Un cambio di paradigma che vale anche nella vita quotidiana
Lo sport ha un’ossessione antica, il mito della perfezione: la pretende dai corpi, la esige dai risultati. Ci ha abituati ad immaginare atleti come infallibili macchine da prestazione. Eppure, la cronaca sta scrivendo una storia diversa. Il Roland Garros appena concluso è stato lo scenario in cui si è ambientato un nuovo capitolo, i cui protagonisti sono campioni imperfetti, che crollano, che perdono, potenzialmente fortissimi ma frenati da infortuni o da fragilità improvvise, inspiegabili: o ca

