Con la crescente instabilità geopolitica, il metallo prezioso è tornato ad essere un bene rifugio e il suo valore è aumentato. Ma con il prezzo si sono estesi anche gli insediamenti minerari illegali. A rivelarlo l’ultimo rapporto di Greenpeace
L’oro proveniente dal Brasile continua a strappare chilometri quadrati di verde alla foresta amazzonica: a fine settembre 2025, l’attività illegale di estrazione aveva già consumato quasi un migliaio di chilometri quadrati di aree protette. È quanto emerge dal nuovo rapporto di Greenpeace Brasile dal titolo Gold Laundering in the Amazon: Anatomy of a Fraud, che documenta come il tentativo di regolamentare l’attività mineraria artigianale sia stato fino ad ora fallimentare. Con la crescente insta

