Dopo 4 anni e 11 mesi di reclusione (pena ridotta grazie all’indulto di un anno per i reati “non ostativi” e lo sconto di 45 giorni ogni sei mesi per buona condotta), il 13 dicembre 2015 Cuffaro Salvatore usciva dal carcere di Roma, dichiarando immediatamente alla stampa ed ai media che la politica attiva non rientrava più tra i suoi interessi
Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo a questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. Per circa un mese pubblichiamo ampi stralci dell’informativa relativa al procedimento penale della procura di Palermo che ha portato agli arresti qualche mese fa Salvatore Cuffaro detto Totò per associazione a delinquere e corruzione
Cuffaro Salvatore è noto alle cronache nazionali per il suo attivismo politico e forse ancor più per la sua vicenda giudiziaria. Il primo lo vedeva nel 1991 eletto all'Assemblea regionale siciliana, dove rimaneva in carica per quattro legislature.
Coniugato con Chiarelli Giacoma, padre di due figli, Ida e Raffaele, si interessava sin da giovanissimo alla vita politica, ed infatti: dal 1980 al 1985 ricopriva la carica di Consigliere Comunale nel Comune di Raffadali, eletto nelle liste della Dc; sino al 1987 ricopriva la carica di segretario regionale giovanile della Dc; il 27.06.1988, già nominato responsabile Spes (Società Pubblicitaria Editoriale Sicilia), entrava a far parte del Comitato Provinciale della Dc, e divenne persona vicinissima all’Onorevole Mannino Calogero; nel maggio del 1990 veniva eletto quale Consigliere Comunale di Palermo nelle liste della Dc Vice capogruppo Dc; nel 1991, già dipendente della Regione Sicilia – Assessorato alla Sanità – con qualifica di Ispettore Sanitario, risultava eletto Deputato Regionale Dc nelle consultazioni elettorali regionali; dal 23.07.1996 risultava preposto all’Assessorato Regionale Agricolture e Foreste.
Nel 2001, durante il periodo di mandato quale Deputato regionale, ricopriva le seguenti cariche politiche: XI Legislatura: componente della VI e della III Commissione legislativa permanente; della Commissione speciale per le irregolarità elettorali e della Commissione CEE; Vice-Presidente della Commissione Antimafia; XII Legislatura: Assessore regionale del 50°, 51° e 52° Governo regionale, preposto all’Assessorato Agricolture e Foreste. Il 24.06.2001 (XIII Legislatura) veniva eletto quale Presidente della Regione Siciliana (lista regionale n. 3 “Casa delle Libertà”, iscritto al gruppo C.D.U.), ricoprendo tale carica per due mandati, sino al 18 gennaio 2008 (data delle dimissioni anticipate).
Nel giugno del 2003, Cuffaro Salvatore veniva indagato per concorso esterno in associazione mafiosa dalla Procura della Repubblica di Palermo, nell’ambito di una indagine sulle continue fughe di notizie dalla D.D.A. e sui rapporti della mafia con la classe politica locale. L’indagine su Cuffaro iniziava quando l’esponente mafioso di Palermo-Brancaccio Guttadauro Giuseppe riusciva ad individuare e distruggere le microspie, all’epoca collocate da questo Reparto Anticrimine all’interno della di lui abitazione. L’investigazione successiva dimostrava che era stato lo stesso Cuffaro Salvatore ad informare il Guttadauro, tramite la mediazione dell’allora deputato regionale Borzacchelli Antonio e del medico Miceli Domenico.
Cuffaro risultava anche colpevole di aver fornito informazioni riservate ad Aiello Michele, imprenditore nel settore della sanità indagato per associazione mafiosa. Nel 2011, la Corte di Cassazione confermava la responsabilità del Cuffaro, condannandolo ad una pena più grave di quella richiesta, e cioè a sette anni di reclusione. Lo stesso, appresa la notizia, il 22.01.2011 si costituiva spontaneamente presso la Casa Circondariale di Rebibbia (Roma).
D’altronde, già nel 1999, durante le investigazioni inerenti il procedimento penale 4668/96 R.G.N.R. D.D.A. Palermo di questo Reparto Anticrimine (indagine denominata “Grande Oriente – APICE”), alcune intercettazioni di conversazioni tra presenti effettuate all’interno della sala colloqui della Casa Circondariale “Ucciardone” di Palermo tra Guttadauro Carlo e la moglie Tomasello Francesca avevano evidenziato l’impegno assunto dal primo in merito al positivo esito elettorale delle consultazioni europee del 1999 in favore di Cuffaro Salvatore, attraverso la campagna elettorale svolta da un referente del suddetto mafioso, Sanfilippo Michelangelo e da un certo “Paoluzzo”, che avrebbero appunto dovuto adoperarsi in favore di Cuffaro Salvatore, durante il colloquio chiamato a volte “Totò” ed a volte “cioccolatino” (per via del colorito della carnagione). In quella circostanza, Guttadauro aveva riferito alla moglie che Cuffaro “era tutta una cosa con Canzonieri”.
Il “Paoluzzo” si poteva identificare in Caltagirone Francesco Paolo, consuocero di Canzonieri Angelo. Caltagirone Francesco Paolo fu coinvolto negli anni Ottanta nel procedimento penale denominato “Spatola Rosario + altri”, ove emersero gravi e fondati indizi in ordine al riciclaggio e traffico di stupefacenti di cui era sospettato, anche in ragione di negoziazione di assegni e vaglia in favore della famiglia “Santapaola-Ercolano” di Catania.
Era anche noto il suo rapporto di vicinanza con esponenti di spicco di cosa nostra bagherese, attesa l’esistenza di relazione societaria con i più noti Greco Leonardo e Gargano Antonino, con i quali fondava la società a.r.l. “I.C.R.E.” (Industria Chiodi e Reti), cessata il 20.12.1984, a seguito di irrogazione di misura di prevenzione della sorveglianza speciale a carico dei soci fondatori.
Come si leggerà nel corso della presente esposizione, il figlio di Caltagirone, Caltagirone Alessandro Maria, coniuge di Canzonieri Maria Chiara, e l’attuale Direttore Generale dell’A.S.P. di Siracusa, al centro di una importante vicenda ricostruita nell’ambito del presente procedimento e di cui si darà atto più avanti.
Il 21.01.2011 la Corte di Cassazione rigettava il ricorso avverso la sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Palermo il precedente 23.01.2010 la quale diveniva, pertanto, definitiva, condannando Cuffaro Salvatore alla pena della reclusione di anni 7, con l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e l’interdizione legale per la durata della pena, per:
1) rivelazione di segreti d’ufficio continuato in concorso;
2) favoreggiamento personale in concorso;
3) rivelazione di segreti d’ufficio continuata in concorso, aggravata ex art.7 l.203/1991;
4) favoreggiamento personale continuato in concorso, aggravato ex art.7 l.203/1991.
Nel giugno 2012, la stessa Corte d’Appello di Palermo lo assolveva, invece, dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.
Dopo 4 anni e 11 mesi di reclusione (pena ridotta grazie all’indulto di un anno per i reati “non ostativi” e lo sconto di 45 giorni ogni sei mesi per buona condotta), il 13 dicembre 2015 Cuffaro Salvatore usciva dal carcere di Roma, dichiarando immediatamente alla stampa ed ai media che la politica attiva non rientrava più tra i suoi interessi.
Effettivamente, sino al 2020, si dedicava alla gestione della azienda vinicola intestata alla moglie, sita nel comune di San Michele di Ganzaria (CT). Con ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Palermo il 13.09.2022 gli veniva concessa la riabilitazione.
Nonostante il disinteresse per la politica dichiarato alla stampa, nell’ottobre del 2020 CUFARO annunciava la fondazione della “Nuova Democrazia Cristiana in Sicilia”. Nel 2021 il partito si presentava con una propria lista, per la prima volta in Sicilia, alle elezioni comunali di Favara (AG), Giarre (CT), Caltagirone (CT), e San Cataldo (CL).
Nominato commissario regionale della “Nuova Dc”, nell’agosto del 2022 presentava il simbolo del partito a sostegno di Renato Schifani (Forza Italia), per le elezioni regionali del 25.09.2022, al termine delle quali quest’ultimo – tuttora Presidente della Regione Sicilia – risultava vincitore. Nel 2023, ottenuta l’estinzione della pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici, Cuffaro Salvatore veniva eletto segretario nazionale del partito.
Attualmente, la Nuova Dc e rappresentata da cinque deputati eletti all’Assemblea Regionale Siciliana (Abbate Ignazio, Albano Nuccia, Marchetta Serafina, Messina Andrea, Pace Carmelo), due dei quali Assessori Regionali (Albano Nuccia e Messina Andrea).
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