Emerge che sia le prassi intimidatorie che le prassi collusivo-corruttive alimentano un tessuto di cointeressenze in cui risiede il “capitale sociale delle mafie”, base della genesi e della riproduzione nelle aree di radicamento originario, ma anche della loro mobilità ed espansione in altri territori. Adottando questo vocabolario, una sfida futura per l’antimafia sarà pertanto approfondire i mutamenti in corso nel cosiddetto “metodo mafioso”