Los geht’s, che questa settimana i temi da trattare in questa newsletter (che potrebbe chiamarsi Super Mario Kartoffeln come qualcuno ha suggerito di recente ma continua a chiamarsi La Deutsche vita per un intervento fortuito) sono parecchi e magari avete tempo in più per leggere perché siete già in ferie. 

Auf den Kopf getroffen: Wer im Glashaus sitzt, soll nicht mit Steinen werfen. “Chi siede in una casa di vetro non lanci pietre”. Insomma, se sei un cancelliere particolarmente poco amato magari non introdurre l’obbligo di visita al primo giorno di assenza per motivi di salute perché secondo te i lavoratori tedeschi si mettono in malattia troppo spesso. 

Escalation

A Erfurt sono stati confermati alla guida della AfD Alice Weidel e Tino Chrupalla. Il congresso del partito si è tenuto nel mezzo di proteste contro l’estrema destra: i manifestanti hanno cercato di bloccare l’accesso alla città, ma alla fine la riunione del partito – che curiosamente cadeva esattamente cent’anni dopo il congresso della Nsdap proprio a Erfurt – si è tenuta lo stesso. 

La Zeit in un’analisi del clima politico ragiona su come AfD abbia cambiato il paese nei 13 anni dalla sua nascita, a prescindere dalla sua capacità o meno di vincere le elezioni in Sassonia-Anhalt e in Meclemburgo a settembre. 

Nell’articolo si osserva come il partito non nasconda più come vuole porsi rispetto a chi ha idee diverse da quelle di AfD: Björn Höcke ha parlato di persone «ferite nell’anima» che AfD dovrà guarire e mettere in terapia per creare una nuova normalità. Non esattamente rassicurante, considerati gli echi nazionalsocialisti di frasi del genere. 

A seguire la Zeit mette nero su bianco la domanda che ci poniamo in tanti: cosa succede alla borghesia moderata tedesca? Perché non riesce a cogliere la pericolosità della tensione verso autoritarismo e violenza nata proprio dalle sue file, con un partito di professori che ormai AfD non è più?

A prescindere dai successo locali, il paese è cambiato: sono aumentate le violenze, anche se non sono direttamente riconducibili al partito. Non sembra esserci all’orizzonte possibilità che AfD si sgonfi, come continuano a profetizzare i politici della Cdu. Né l’apertura anche solo retorica alle indicazioni della destra può contribuire a trattenere gli elettori che stanno migrando dai cristianodemocratici verso destra. 

L’unico riscatto, l’unico vero argine dunque può arrivare solo dalla società civile, non dalla politica. Dalle persone che attivamente si sforzano per trattenere chi sta scivolando via dalla democrazia. Anche spostandosi fisicamente dove la situazione è più buia. «Una società sicura di sé non deve sottomettersi all’impotenza della politica». È un pezzo davvero bello: speriamo di aver reso giustizia all’intensità e alla passione politica di Anne Rabe, anche solo in sintesi. 

A Erfurt, di scontri non se ne sono registrati, ma è anche vero che le forze dell’ordine schierate erano davvero moltissime: per fare un passo avanti vi segnaliamo però l’analisi dello Spiegel che illustra in maniera molto puntuale gli scontri di potere interni al partito. Lo scontro principale è tra Weidel e Chrupalla: ciascuno dei due lavora per piazzare persone che appartengono alla propria cordata in posti chiave, come la tesoreria, dove potrebbe finire un uomo di Weidel. Carsten Hütter, che ha fatto il tesoriere finora ed è più vicino a Chrupalla, dovrà fare le valigie dopo che in un ballottaggio all’ultimo voto la capa del partito è riuscita a imporre il suo Hannes Gnauck. 

Ma secondo il settimanale il caso del tesoriere è un’eccezione: per il resto, infatti, comandano Weidel e i suoi, come dimostra anche il voto dei due segretari, dove Chrupalla ha portato a casa parecchio meno consenso rispetto all’ultima volta.

Insomma, il partito si sta concentrando più sulla front-woman, che ha anche scansato dal direttorio del partito un altro esponente della cordata avversaria che era parte dei piani alti fin dall’inizio del partito. Negli ultimi giorni prima del congresso era circolato materiale compromettente sul cavallo di Weidel, ma non è bastato a salvare l’uomo di Chrupalla. 

Anche Björn Höcke, il biondissimo capo del partito in Turingia, ha avuto la sua vittoria personale: Weidel gli ha concesso di mettere mano alla lista di organizzazioni con cui AfD è incompatibile. Finora erano elencate una lunga serie di associazioni d’estrema destra: per Höcke, la clausola andava rimossa in toto, per poter ammettere nel partito chiunque, ma per il momento resterà, anche se sarà rivista. 

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