Bettina Orlopp dal prossimo mese cambierà linea. L’amministratrice delegata che per mesi ha lottato mani e piedi contro l’acquisizione da parte di Unicredit di Commerzbank sta cambiando linea e insieme a lei il suo alleato più importante. Il governo tedesco, che dopo averla salvata è rimasto un azionista importante nella seconda banca di Germania, ha infatti informalmente manifestato la propria disponibilità a cedere la sua partecipazione in Commerzbank: a lungo ha fatto sapere di non essere disposto a cedere la sua quota, tenendo di fatto Unicredit – che con la sua Opa ostile ha ormai acquisito una maggioranza fattuale – lontana dalla soglia oltre la quale si rende praticabile lo squeeze out, cioè la liquidazione degli altri soci per raggiungere un controllo totale. 

A questo punto, però, sia per Orlopp sia per il governo sembra più desiderabile giocarsi al meglio le carte che ciascuno ha in mano per ottenere il meglio dalla situazione. L’ad sta cercando di difendere la centralità della sede di Francoforte (e, insieme a Hypovereinsbank, il baricentro degli affari di Unicredit è di fatto già sbilanciato verso la Germania) e i posti di lavoro, ma Andrea Orcel ha confermato la sua volontà di voler procedere al taglio di 7.000 posti di lavoro. 

Difficile che la linea tedesca cambi tra governo e governance della banca. Berlino ha anche ribadito che ogni tipo di trattativa non potrà avvenire sopra la testa di Orlopp: tradotto, l’ad ha ancora tutto il sostegno dell’esecutivo, ma l’obiettivo della trattativa ora è conservativo. Tenere quanto si può, negoziare fino all’ultimo: dopo il via libera di Bce e Bafin, meglio fare buon viso a cattivo gioco. Certo, filtra da Berlino a Bloomberg, le due banche dovranno trovare «un terreno comune». Tradotto: Unicredit avrebbe comunque in mano la quota di controllo, tanto vale ottenere le condizioni migliori possibili sedendosi al tavolo. Tutt’altro tono rispetto a quando il governo federale criticava la manovra di Unicredit come scorretta e ostile: i tempi sono cambiati, e anche Berlino ha bisogno di nuovi amici.

Per esempio, per ottenere il rimpatrio in direzione Italia dei dublinanti arrivati da sud dopo il 12 giugno di quest’anno, la data di sottoscrizione delle nuove regole europee sulla gestione dei migranti. 

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