Migranti, vendicatori solitari ed Elon Musk. Cosa può andare storto? Ctizen Vigilante di Boll non è stato categorizzato dall’ente che assegna il limite minimo d’età ai film, fatto che ha complicato la sua distribuzione nelle sale. Il «peggior regista di sempre» ha gridato alla censura e non solo il miliardario proprietario di X l’ha rilanciato, ma ha trovato anche chi lo distribuirà
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Teniamo assieme due vicende culturali imparentate da quella lamentatio boomer che spesso si infrange su chi si limita a far presente che forse un certo tipo di comicità stantia ha fatto il proprio tempo o un preciso modo di trattare determinati argomenti non è più appropriata perché offensiva delle minoranze. La prima, più di nicchia, riguarda un famoso comedian tedesco, Dieter Nuhr, già da tempo al centro di polemiche agitate soprattutto dalla Gen Z per le sue battute su temi sensibili come migranti, donne e persone Lgbtq+ che secondo una parte del pubblico sono ormai fuori tempo massimo.
Il caso più recente riguarda un monologo sui femminicidi – tema forse poco adatto a un palco di satira – in cui Nuhr si aggrappa a luoghi comuni come il fatto che le donne non sarebbero capaci di parcheggiare perché i posti sarebbero «strutturalmente» troppo piccoli. La (presunta) gag è impostata proprio attorno al termine «strutturale», per dimostrare che i femminicidi non sono riconducibili a problemi che derivano dall’impostazione patriarcale della società. Insomma, le vere vittime sarebbero «gli uomini bianchi e vecchi» e per evitare quei pochi uomini violenti «può essere utile conoscere il proprio partner prima di andarci a letto». Per giorni il pezzo è stato criticato sui social, ma anche sulle pagine culturali dei giornali.
Nuhr, noto per le sue reazioni stizzite, ha addirittura chiesto la rimozione di una critica televisiva dello Standard. Nel commento di Beate Hausbichler si parla di una performance «odiosa». «Notoriamente Nuhr fa parte di quelli che si lamentano più di tutti della terribile cancel culture. Proprio lui. L’uomo con una trasmissione che porta il suo nome e va in onda sul servizio pubblico in cui può fare battute sulla violenza contro le donne e viene anche applaudito per questi scherzi». Secondo il comico, il pezzo sarebbe lesivo dei suoi diritti personali e danneggerebbe la sua reputazione. La redazione del quotidiano austriaco che è stato tra i primi a segnalare il caso ha risposto a tono: «La libertà di parola che lo stesso Nuhr ha ritenuto sotto attacco in passato vale anche per commenti e pezzi d’opinione che non corrispondono alla sua sensibilità».
(Nota a margine: qualora foste alla ricerca di una risposta a tono da regalare a uomini overly sensitive, vi raccomandiamo di dare uno sguardo all’intervento al Bundestag della deputata della Linke Kathrin Gebel. Qui lo trovate tradotto in inglese).
Seconda parte del “non si può più dire niente”. L’ente regolatorio tedesco che assegna ai film la raccomandazione d’età minima per la proiezione nelle sale Fsk ha negato la propria valutazione a Citizen Vigilante, l’opera di ritorno di Uwe Boll. Se non ne avete sentito parlare non siete fuori dal mondo: Boll non è esattamente noto per i suoi blockbuster, anzi, a più riprese è stato definito il «peggior regista del mondo» dai critici. In diverse occasioni i suoi film sono stati criticati come razzisti, a un certo punto il presunto cineasta aveva deciso di realizzare un film sull’attentato razzista di Hanau senza nemmeno chiedere l’autorizzazione ai parenti delle vittime.
Insomma, un tipetto niente male, che – una volta che la Fsk ha negato la raccomandazione al suo ultimo film, complicandone la distribuzione nelle sale – ha gridato al complotto e alla censura. Con successo, perché alla fine si è accorto dell’imperdibile opera d’arte anche Elon Musk, che ha pensato bene di mettere il film a disposizione dei suoi seguaci su X gratuitamente. Viste le preferenze politiche del miliardario tech non sembra un caso: la trama del film racconta infatti la vicenda di un vendicatore solitario che vuole rifarsi sui colpevoli di uno stupro a danno di una ragazza: in una lunga missione durante la quale si occupa anche di altri farabutti fa fuori sia il giudice che ha negato giustizia alla vittima, sia gli stupratori, oltre alla famiglia di uno di loro che in precedenza ha tenuto ostaggio perché giustificava lo stupro. Il protagonista diventa progressivamente un eroe pubblico sui social che si oppone alle forze dell’ordine e al governo “woke”, arrivando a minacciare il primo ministro che il popolo non tollererà la presa di potere della sinistra e degli estremisti islamici che distruggeranno la democrazia (ammettiamo di non aver visto per intero questa pietra miliare del cinema, ci perdonerete). Il film prende spunto da un episodio di cronaca realmente avvenuto ad Amburgo, ma per il regista la ragione della “censura” sta nel fatto che vengano tirati in ballo come criminali personaggi migranti che la “propaganda woke” vuole proteggere.
Doveste essere dotati del gusto dell’orrido con una facile ricerca su X troverete scene brutte (ma non solo per il merito) di sparatorie di persone con background migratorio che per altro adesso saranno anche distribuite dalla casa indie Quiver che ha scoperto il capolavoro grazie al grande polverone sollevato da Musk. La grande attenzione degli ambienti di destra nei confronti della storia ha già garantito al film una quantità esagerata di visualizzazioni, il rilancio del proprietario di X una visibilità che il regista di film tratti da videogiochi non ha mai sperimentato neanche da lontano. Evviva, evviva.
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