La banca sconsiglia ufficialmente l’adesione al deal proposto da Orcel e i suoi: dalla politica al mercato tedesco, il sentiment che unisce la Germania è l’opposizione alla scalata: l’offerta, dicono i vertici di Commerz, non è all’altezza delle stime
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Ignorando serenamente le accuse di Luis de Guindos, vicepresidente uscente della Bce, che ha indicato il riflesso protezionista del governo tedesco come un problema che va contro lo spirito del mercato unico e dell’integrazione bancaria, la Germania continua a puntare i piedi contro l’acquisizione di Commerzbank da parte di Unicredit.
La banca tedesca ha infatti consigliato ai propri azionisti di rifiutare l’offerta pubblica di scambio perché «non garantisce agli azionisti di Commerz un premio adeguato né presenta un piano comprensibile e durevole per la fusione». Ancora più dritta l’ad Bettina Orlopp: «Quel che Unicredit descrive come fusione è una proposta di ristrutturazione che avrebbe un impatto massiccio sul nostro modello aziendale rodato e profittevole». Unicredit dispone ormai del 27 per cento scarso della proprietà di Commerz, restando così poco sotto il 30 per cento che lo costringerebbe a un’opa obbligatoria che Andrea Orcel per il momento non vuole nemmeno prendere in considerazione.
Per non parlare di quanto emerge da un’indagine di FAZ Business Research che Domani ha potuto visionare. Gli interpellati, dirigenti di parecchie aziende ma non della banca in questione, rispondono in modo netto. «L’economia tedesca chiede a stragrande maggioranza una Commerzbank indipendente e rifiuta la scalata di Unicredit. Il 71 per cento dei decisori di 200 aziende interpellati ha dato una valutazione negativa o molto negativa all’eventualità di una fusione. Per quanto riguarda i clienti di Commerzbank a dare questo tipo di risposta è addirittura il 77 per cento».
L’Ops prevede uno scambio di 0,485 azioni di Unicredit in cambio di ogni azione di Commerz: l’offerta è valida fino al 16 giugno e, secondo l’Handelsblatt, la strategia può consentire a Unicredit di superare la soglia del 30 per cento senza dover presentare la temuta Opa. Uno dei temi che può incidere sulle valutazioni degli azionisti, scrive la Zeit, è anche il fatto che il prezzo proposto è attualmente sotto a quello che indica la borsa per le azioni Commerz ma anche sotto le stime degli analisti per il futuro.
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