Continua la partita a scacchi tra Orcel e il governo tedesco, questa settimana con una nuova variabile: la sede della nuova banca nata dall’eventuale fusione. Sembra infatti possa essere questo il punto di caduta nella trattativa con Berlino, visto che il gruppo con Commerz avrebbe la gran parte del suo mercato in Germania. Timori nel governo italiano
- Iscriviti alla newsletter La Deutsche Vita: ogni settimana una finestra sull’attualità e la politica tedesca ed europea, ma anche sui dibattiti che coinvolgono la cultura e l'opinione pubblica
Una banca italiana che ne compra una tedesca? Una banca italotedesca che sposta il proprio baricentro nel mercato d’Oltralpe? O ancora, una banca troppo poco italiana per comprare BancoBpm ma non abbastanza straniera da poter trasferire la propria sede all’estero? Tutti e tre aspetti veri della stessa vicenda. Parliamo ovviamente del grande thriller bancario degli ultimi mesi, la scalata possibile o addirittura probabile di Unicredit a Commerzbank. Il governo tedesco continua a mettersi di traverso e la situazione sembra piuttosto lontana dalla fine dello stallo: giusto oggi il cancelliere Friedrich Merz ha ribadito che «abbiamo bisogno di grandi banche in Europa, ma vorrei anche chiarire un punto alla luce degli eventi attuali: ciò non significa che ogni forma e ogni tipo di acquisizione siano benvenuti in Germania».
Il tema della sede
La collocazione della nuova sede di un’eventuale banca che sia il risultato di una fusione tra Unicredit e Commerzbank non è un elemento secondario nella trattativa. Anzi, potrebbe rivelarsi la chiave per sbloccare l’opposizione dell’esecutivo tedesco. E non sarebbe nemmeno una richiesta peregrina: Unicredit controlla già Hypovereinsbank. Acquisendo anche Commerz, il baricentro del gruppo si sposterebbe ulteriormente verso nord: non sembra dunque un caso il fatto che Reuters a fine della scorsa settimana segnalava come nel governo italiano serpeggiasse un certo timore che Andrea Orcel possa davvero prendere in considerazione la possibilità di fare le valigie a Milano e traslocare altrove.
A gettare ulteriore benzina sul fuoco Armand Zorn, un deputato di Francoforte della Spd: secondo lui, la nuova sede dovrebbe essere proprio a Francoforte. Un’indicazione da non sottovalutare, nonostante il fatto che anche i socialdemocratici continuino a essere ostili alla scalata.
Il trasferimento all’estero sarebbe una bella beffa, dopo che l’altra acquisizione che aveva messo in piedi l’ad della banca di piazza Gae Aulenti, la scalata a BancoBpm era stata bloccata con tanto di Golden power contro le acquisizioni estere dal governo, per specifico volere della Lega, ostile alla prospettiva di vedere il suo istituto di riferimento in mano a un nuovo padrone “straniero”.
Nel frattempo Orcel ha illustrato il suo piano per Commerz in una call con gli investitori in cui ha esplicitato la certezza che la banca possa performare meglio di quanto faccia attualmente. Un atteggiamento così aggressivo è stata letto da qualche osservatore come spavalderia utile a coprire la posizione fragile del manager, ma le intenzioni sembrano chiare. Resta il fatto che l’acquisizione, qualora dovesse andare a dama – e c’è un rischio tangibile del fatto che la Bce possa obbligare Orcel a procedere a un’offerta di acquisizione se la sua quota dovesse rivelarsi già latrice di un controllo effettivo, visto che una parte del capitale non è gestito attivamente – sarà tutt’altro che poco costosa. Una prospettiva che rischia di far venire meno uno dei motivi principali per cui il manager continua a essere particolarmente apprezzato dagli azionisti delle sue aziende: la capacità di viziarli con dividendi ricchi.
Questione di sicurezza nazionale
La settimana scorsa vi abbiamo parlato delle iniziative prese dal governo tedesco per arginare la crescita incontrollata del prezzo del carburante. Questa settimana, il cancelliere alza il tiro e auspica di riconvocare «al più presto» del consiglio nazionale di sicurezza, un organo operativo creato appositamente per agevolare la gestione di crisi nazionali e internazionali. Per Merz l’obiettivo è chiaro: «L’economia tedesca e i cittadini devono poter essere sicuri che la fornitura di prodotti essenziali come Diesel, benzina e carburante per gli aerei sia assicurata».
Attualmente, ha continuato, la situazione sarebbe tesa, ma la fornitura assicurata. «Nel caso in cui le cose si aggravino siamo pronti a prendere altre iniziative». Nel frattempo, la ministra dell’Economia Katherina Reiche ha incontrato i rappresentanti delle compagnie aeree per prevenire eventuali carenze di cherosene.
Non sembrano invece sbloccarsi le tensioni interne alla coalizione di governo: dopo che il cancelliere ha annunciato che in futuro la pensione statale non sarà niente più di una «assicurazione di base», la Spd è esplosa e promette opposizione dura ai piani di Merz. I socialdemocratici hanno criticato la sua dichiarazione come «inaccettabile» e si rifiutano di cambiare la propria posizione su questo dossier.
Per il segretario generale Tim Klüssendorf la responsabilità dei ritardi nel ciclo di riforme proposto dalla coalizione è tutta della Cdu/Csu. La ragione sarebbe nella scelta di Merz di privilegiare la strategia politica sull’unità dell'alleanza sotto la sua guida. Un ruolo che, per la Spd, il cancelliere dovrebbe finalmente fare proprio.
Percorso segnato
Che la Chiesa cattolica tedesca da tempo si muova con una certa indipendenza dalle indicazioni del Vaticano non è cosa nuova. Non stupisce perciò che il cardinale Reinhard Marx, vescovo di Monaco e Freising, abbia autorizzato la benedizione delle coppie omosessuali. La base teorica si evince dalla dispensa stesa l’anno passato dalla conferenza episcopale tedesca e dal comitato centrale dei cattolici La benedizione dà forza all’amore.
Secondo Marx la dispensa va considerata come «base dell’azione pastorale»: nel testo si prevede che omosessuali, divorziati e risposati di tutte le identità di genere possano ottenere una benedizione cattolica. «La Chiesa esprime riconoscimento alle coppie che sono unite nell’amore e offre loro accompagnamento» si legge nel documento, che si propone di rafforzare una pratica già consolidata in molte diocesi.
Resta il fatto che da quando è stata pubblicata la dispensa è cambiato il contesto: Francesco aveva avallato un atteggiamento generalmente più aperto nei confronti delle persone omosessuali, permettendo la benedizione di individui o coppie con il documento Fiducia Supplicans, Leone ha ribadito però che queste benedizioni non possono essere ritualizzate. Ciononostante, la conferenza episcopale tedesca ha confermato la propria linea.
Soldi pubblici per Weidel
Soldi pubblici europei che finiranno in tasca ad AfD. Sembra un incubo, è la realtà contemporanea: la Sovereignity Foundation, la fondazione internazionale che risponde all’estrema destra tedesca, ha infatti già ricevuto in dotazione dal parlamento europeo 1,1 milioni di euro per l’anno in corso. Secondo quanto scrive lo Spiegel, 275.000 euro sarebbero già stati pagati.
Nella politica tedesca lo strumento della fondazione è un grande classico, che tradizionalmente i partiti utilizzano come braccio operativo della loro azione sul campo. In Germania, per il momento, nonostante i successi elettorali di AfD gli altri partiti stanno cercando di guadagnare tempo. Il Bundestag ha infatti deliberato che i fondi pubblici vengano trattenuti nel caso in cui ci sia il sospetto di un orientamento anticostituzionale di fondo. Attualmente, il ministero dell’Interno sta verificando proprio questa circostanza: nel frattempo il partito di Weidel non vedrà un euro.
In Europa, invece, AfD è stata prima membro del gruppo di Ecr (quello di Fratelli d’Italia) e poi di Identità e democrazia (l’ex formazione della Lega, oggi confluita nei Patrioti). Da entrambi i gruppi l’estrema destra tedesca ha ottenuto finanziamenti pubblici: dopo che nel 2024 è stata espulsa da Id, ha fondato insieme ad altre formazioni minori l’Europa delle nazioni sovrane, di cui è la forza principale. Il rapporto d’influenza vale anche per la Sovereignity Foundation, il cui presidente è l’europarlamentare AfD Alexander Sell, accademico con alle spalle un dottorato in scienze politiche e appassionato sostenitore della lotta conto l’Islam. Per non parlare degli altri membri di questa fondazione: c’è un’attivista anti-Lgbt ungherese, un cospirazionista ceco, il negazionista slovacco Milan Mazurek, che ha definito l’Olocausto una «fiaba» e difende apertamente Adolf Hitler.
Per il momento, i fondi sono finiti soprattutto in spese organizzative. All’orizzonte è però già in programma un concorso per saggi studenteschi a tema europeo. Non sarebbe la prima volta: già l’anno scorso è stato bandito un premio simile, con 5000 euro in palio per i dieci migliori temi. Potrebbe essere l’inizio di un’azione mirata al consolidamento del retroterra culturale dell’estrema destra e alla creazione di una cantera per nuove leve: da sempre l’educazione politica delle nuove generazioni che saranno la classe dirigente di domani è un punto debole delle destre europee. I fondi europei ora potrebbero cambiare le cose.
© Riproduzione riservata

