Nessuno si sarebbe mai aspettato un soccorso bavarese. Eppure, sulla carta, il governatore della Baviera Markus Söder ha promesso di coprire le spalle al suo collega della Cdu, Friedrich Merz. Il pugnace governatore di Monaco in altre occasioni non avrebbe perso l’opportunità di cogliere in fallo il cancelliere, che ormai da settimane ha imboccato un piano inclinato che pare irreversibile, ma si trattiene: la sua apparizione in uno dei talk più visti in Germania è servita per esprimere appoggio a Merz e per affrontare finalmente l’AfD. L’avversario prediletto di Söder sono sempre stati i Verdi ma ultimamente pare abba fatto propria la lezione del suo mentore Franz Josef Strauss, leader leggendario dei bavaresi: «A destra della Csu c’è solo il muro». 

Insomma, non c’è da aspettarsi un sostegno entusiasta di Merz, ma Söder ha scelto di porsi come tranquillo e sicuro di vincere, tutto quello che in questo momento il cancelliere non sa essere, ma senza dargli la spinta finale. Anche perché, racconta – ripreso dalla Zeit – ci sono state occasioni in cui è stato convocato a Berlino, ma la sua candidatura non è mai andata a dama. Tradotto: la prossima volta il ribelle bavarese che sa anche essere statista vuole essere implorato. Per aggiungere ulteriore spessore al suo personaggio, Söder non esita a condannare in maniera netta i parlamentari Cdu che avrebbero votato il presidente del Parlamento della Sassonia-Anhalt Tobias Rausch: per lui, un atteggiamento simile è «da poveracci. Chi vota AfD da noi non ha futuro». Insomma: «Non ho voglia e non sono pronto a lasciare il paese ad AfD». 

Fa anche capire di essere l’uomo giusto per risolvere i problemi della Bundesrepublik, tanto da avere placato gli animi da grande esperto della vita politica berlinese perfino tra «teste calde», forse il segretario della Spd Lars Klingbeil e il cancelliere, ipotizza il settimanale. Alla fine, conclude la Zeit, il messaggio è uno solo: l’ex agitatore del centrodestra tedesco è diventato un adulto responsabile, forse quello con le idee più chiare sul futuro. C’è da fidarsi di lui, anche nella lotta contro l’estrema destra. In un partito che considera più pericolosa la Linke di AfD, una posizione quasi rassicurante. 

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