Torniamo da voi dalla trasferta di Sanremo. Come sapete, una settimana l’anno ci occupiamo anche del festival, ma proviamo a garantirvi comunque una copertura – anche se più sintetica – delle notizie tedesche. Con l’occasione ci scusiamo anche della sparizione della settimana scorsa, ma abbiamo avuto un imprevisto.

Merkel alla finestra?

Venerdì scorso abbiamo guardato a Stoccarda, dove si è tenuto il congresso della Cdu: Friedrich Merz è stato rieletto come leader del partito di governo con una percentuale solida, il 91,2 per cento. Ogni cifra al di sotto del 90 per cento sarebbe stata un risultato deludente, ma la vera notizia è stata la presenza e il supporto di Angela Merkel. C’è chi vede nel ritorno sulla scena dell’ex cancelliera un primo passo sulla strada che la porterà alla presidenza federale. Vi lasciamo qui la nostra analisi. 

Orizzonte cinese

Proprio oggi il cancelliere Merz decolla per Pechino. Un viaggio programmato da tanto e su cui il capo del governo ha lavorato in maniera acribica negli ultimi giorni con i consiglieri della cancelleria. 

È un viaggio complicato, come racconta lo Spiegel, soprattutto per il fatto che Berlino non ha una strategia per la Cina dal 2023, quindi Merz può ridefinirla in questi giorni. Il tema è che il cancelliere stesso non sa bene se indossare la maschera del poliziotto cattivo o entrare in trattativa. Nel suo partito le tendenze sono entrambe presenti: il ministro degli Esteri è tanto critico nei confronti della scelta del governo cinese di sostenere Mosca da aver annullato il suo viaggio a Pechino in programma nei mesi scorsi. Molto più serena la ministra dell’Economia Katherina Reiche, che spera di intrecciare ancora di più i rapporti commerciali con le aziende cinesi. Anche gli alleati bavaresi della Csu spingono in quella direzione. 

Il cancelliere stesso è incerto su quale strada percorrere. Da un lato vorrebbe essere guida di una nuova Europa indipendente, dall’altro tra le sue priorità c’è la ricerca di nuove sponde geopolitiche e commerciali a fronte dell’incertezza che si respira a Washington: tra le mete che Merz ha scelto nel suo primo anno in cancelleria, però, prima della Cina ci sono state India e Arabia Saudita. Nello specifico con la Cina i dossier aperti sono parecchi: da un lato, la Germania ha una grossa dipendenza in termini di terre rare, dall’altra Merz punterà i piedi per ridurre la quantità di beni che la sovrapproduzione cinese riversa sul mercato europeo. Spera di poter far leva sui problemi di domanda interna di Pechino e sul desiderio delle imprese cinesi di importare le tecnologie sofisticate delle aziende tedesche. 

Prospettiva divieto

Vi raccontiamo anche il perimetro del dibattito su un possibile divieto dei social media per gli under 14, sull’esempio di quello introdotto da altri paesi come l’Australia. A spingere in questo momento è soprattutto la Spd, che vorrebbe anche un approccio “protetto” per gli adolescenti tra i 14 e i 16 anni in cui siano bloccate alcune funzioni che possano facilitare la dipendenza, per esempio lo scrolling infinito.

La Cdu è venuta incontro al partner di coalizione nonostante il partito gemello bavarese Csu ha già categorizzato la proposta come «lontana dalla realtà». I cristianodemocratici al congresso si sono esposti per chiedere alle piattaforme un efficace sistema di controllo dell’età, a pena di grosse multe economiche in caso di controlli troppo superficiali. 

Il diavolo, come spesso accade, è nei dettagli. L’opposizione della Csu crea dei problemi al partito di Friedrich Merz, motivo per cui è difficile dare una prospettiva temporale ai programmi di Spd e Cdu. Inoltre, la fase di “accompagnamento” chiesta dai socialdemocratici rende il progetto ancora più complesso. 

Quanto gas russo c’è ancora in Europa? 

La taz ha fatto calcolare quanto sia il gas liquefatto di provenienza russa ancora in circolazione nelle tubature europee. L’ingresso – nonostante l’imposizione da parte di Bruxellese di non proseguire con l’acquisto – dipende dai paesi che non si attengono all’indicazione dell’Ue. 

La Germania, per dire, non fa più acquisti diretti di Gnl. Ma nonostante Francia, Belgio e Spagna sono stati i maggiori clienti del prodotto moscovita, ma anche Berlino accede dalla fornitura e preleva 0,54 bcm per 212 milioni di euro. Il Gnl arriva nel paese dai terminal di Dunquerque in Francia o da quello di Zeebrugge in Belgio. Potrebbe essere anche di più, ma la versione ufficiale dei governi europei è che non c’è più origine individuabile una volta che il gas entra nel sistema continentale

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