La Fkk non è praticata da tutti, ma ha una diffusione e un’accettabilità nettamente superiore che in Italia. La ragione sta nel diverso rapporto con il corpo, che Oltralpe in quel contesto è del tutto depurato da coloriture erotiche
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La cultura del nudismo in Germania è un’abitudine che ha scavalcato ampiamente le mode degli anni Sessanta e dei figli dei fiori. Come sapete ogni tanto proviamo anche a introdurre qualche aspetto peculiare della cultura tedesca: ovviamente non significa che tutti i tedeschi pratichino la Freikörperkultur, ma è senz’altro più frequente che in Italia vedere gente che d’estate si concede un bagno al lago o sul mare del Nord senza costume. Abbiamo scovato un contributo molto azzeccato firmato da una giovane collaboratrice della Zeit che, cresciuta in Unione sovietica, ha “imparato” ad apprezzare col tempo l’abitudine tedesca di tuffarsi come mamma ci ha fatti.
Raccomandiamo la lettura di tutto l’articolo, ma proviamo a rendere per voi il passaggio centrale del pezzo, in cui viene spiegato come il rapporto neutrale con il corpo dei tedeschi – che incrocia la sfera sessuale molto meno spesso di quanto non capiti in Italia, nella nostra esperienza – renda il nudismo un piacere del tutto privo di ambiguità. La zona Fkk infatti è esplicitamente priva di coloritura erotica e lontana dal giudizio sulle fattezze fisiche, aspetti che si delineano chiaramente dal primo momento, e che differenzia i nudisti anche dagli avventori di una tradizionale piscina all’aperto. «È la nudità che ci rende migliori o è la prospettiva di stare senza vestiti ad attrarre i più pacifici tra di noi?» si chiede l’autrice.
Alla fine, il senso è quello di essere sé stessi in un’atmosfera accogliente e senza valutazioni sui corpi: un’occasione per percepire ogni parte del proprio essere per poi dimenticarlo, un piacere molto democratico, gratuito e che annulla le differenze presenti nella società, scrive Katja Lewina. Non è un caso che uno degli storici motti della Fkk reciti: «Nudi siamo tutti uguali».
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